BREVE STORIA DEL
MUSEO ARTISTICO INDUSTRIALE


Nel 1882 il Principe Gaetano Filangieri e Demetrio Salazar con la collaborazione di Domenico Morelli, Filippo Palizzi, e Giovanni Tesorone fondano a Napoli il Museo Artistico Industriale allo scopo di divulgare e sviluppare la cultura delle arti applicate nell'Italia meridionale.
Insieme al Museo, vengono istituite anche le Scuole-Officine in cui i giovani possono ricevere un insegnamento tecnico specializzato per diventare artigiani qualificati nella ceramica, nella lavorazione dei metalli, nell'ebanisteria, nell'oreficeria, con particolare attenzione ai nuovi processi di fabbricazione industriale in cui all'utilità dell'oggetto si unisca la sua bellezza estetica.
Infatti, nelle intenzioni di G. Filangieri, fondatore anche del Museo Civico Filangieri a cui il MAI si ricollega nelle finalità, il Museo viene inteso non più come un semplice contenitore di oggetti artistici, ma come un corso dal vivo di storia delle arti minori, in cui la raccolta di modelli permette di stabilire un continuo confronto pratico oltre che teorico tra i manufatti antichi e moderni in esposizione. Le finalità didattiche sono evidenziate dalla presenza di un giardino per lo studio dal vero dei modelli naturali, una gipsoteca, e una biblioteca, in modo da costituire un completo centro di studio per le arti applicate.
La sezione "produzione" ospita oggi i lavori più validi, selezionati tra quelli ideati e realizzati dagli allievi e dai docenti nel passato.
Sua attuale sede è il palazzo dell'ex marina borbonica già convento seicentesco di Santa Maria della Soledad