vaso, calice e bottiglia
Salviati & Compagni

COLLEZIONI


La “sezione collezioni” è costituita da acquisti o donazioni da parte di collezionisti privati o di famose fabbriche ed ha una finalità didattica, in quanto si propone di istruire gli alunni delle Scuole Officine sulle tipologie, le tecniche e gli stili europei ed extraeuropei dei manufatti di arte applicata appartenenti a varie epoche, dalle più antiche a quelle più recenti, in cui si va sempre più sviluppando il concetto di arte applicata all’industria. Le due sezioni “collezioni e produzioni” si affiancano nel percorso museale e rappresentano il filo conduttore del M.A.I.

 

Collezione dei vetri


La collezione dei vetri del Museo è stata donata dalla fabbrica Salviati & Compagni nel 1884. Essa è un'esauriente campionatura che permette l'osservazione delle principali tipologie che questa fabbrica produceva in quel periodo.
La Società Salviati, in collaborazione con gli artisti veneziani Giovanni e Giuseppe Barovier, Antonio e Isidoro Seguso, aveva introdotto nella sua produzione, sin dal 1866, anche quella dei vetri soffiati che fu particolarmente apprezzata nell'Esposizione Universale di Parigi del 1887 dove furono presentati i vetri policromi, soffiati e decorati con l'applicazione di fili di vetro a più colori e quelli lavorati con le tecniche (introdotte nel 1868) del graffito a fiamma, con festoni traforati e inglobati nella parete dei vasi.
Nell'ampia collezione del museo, ritroviamo le tipologie e le tecniche citate, che ben interpretano la tendenza verso l'eclettismo che in quegli anni era prevalente. Si rilevano, però, anche esemplari con caratteri e forme originali: vetri con applicazioni di fiori colorati, pendenti o catenelle, vetri reticolati, a imitazione ghiaccio, fumé, opachi colorati, ad avventurina, a finte pietre dure. Le forme sono varie: coppe con coperchio, calici con gambo a rosone con filivitrei ritorti e inseriti in cannette di lattimo, bottiglie a kuttrolf tedesco, bicchieri con il gambo in cristallo a forma di cigno o delfino.
Nel 1952 la collezione del Museo si è poi arricchita di alcuni pezzi della fabbrica Venini, di una coppa della manifattura Svezia, in vetro fumé, e di un vasetto della fabbrica De Vez.